La riabilitazione implantare completa di un’arcata può essere realizzata inserendo un numero variabile di impianti — generalmente tra quattro e sei — su cui viene fissata una protesi completa, avvitata e non rimovibile dal paziente. Non esiste un numero “giusto” in assoluto: è la quantità di osso disponibile, il carico masticatorio previsto e l’anatomia individuale a determinare la soluzione più indicata.

In questa guida, i dentisti dello Studio Balzano-Duni di Favria (TO) spiegano quando una riabilitazione su sei impianti è preferibile rispetto a una su quattro, e cosa riporta la letteratura scientifica sui risultati a lungo termine delle due configurazioni.

Quattro o sei impianti: cosa cambia davvero

La Distribuzione Biomeccanica del Carico 

La differenza principale tra le due configurazioni non riguarda il risultato estetico finale — in entrambi i casi si ottiene un’arcata fissa completa — ma il modo in cui il carico masticatorio viene distribuito. Con sei punti di appoggio invece di quattro, ogni impianto sopporta una quota minore di forza masticatoria: un vantaggio rilevante nei pazienti con bruxismo, con richieste funzionali elevate o con osso disponibile in più zone dell’arcata.

La scelta tra quattro e sei impianti non è una questione di “quanti impianti servono per essere sicuri”, ma di come distribuire il carico masticatorio in base all’anatomia specifica di ogni paziente.

Quando è preferibile una soluzione a sei impianti

  • Osso disponibile in più settori dell’arcata, senza necessità di inclinare gli impianti posteriori come richiesto in alcune configurazioni a quattro impianti
  • Pazienti con bruxismo o forze masticatorie elevate, dove la distribuzione del carico su più impianti riduce lo stress su ciascun supporto
  • Arcate mascellari, dove la qualità ossea è generalmente inferiore rispetto alla mandibola e un supporto più distribuito offre maggiore sicurezza biomeccanica
  • Pazienti che richiedono una protesi di dimensioni maggiori o con un’estensione posteriore più ampia

Cosa dice la letteratura scientifica

Una revisione sistematica con meta-analisi che ha incluso 55 studi internazionali (Shao et al., International Journal of Oral and Maxillofacial Surgery, 2026 — PubMed · ScienceDirect) ha confrontato i risultati clinici delle riabilitazioni fisse su quattro e su sei impianti. I dati riportano, per la configurazione a sei impianti, tassi di sopravvivenza implantare del 100% a breve termine (1 anno), del 98,55% a medio termine (1-5 anni) e del 97,50% a lungo termine (oltre 5 anni) — risultati sovrapponibili, e in alcuni intervalli leggermente superiori, a quelli della configurazione a quattro impianti.

La stessa analisi ha rilevato una perdita ossea marginale a lungo termine di 0,94 mm per la soluzione a sei impianti, contro 1,28 mm per quella a quattro — un dato che suggerisce una distribuzione del carico più favorevole nel tempo quando il numero di impianti utilizzati è maggiore.

I dati della letteratura confermano che non esiste una configurazione “superiore” in assoluto tra quattro e sei impianti: esiste la soluzione più adatta alla singola situazione clinica, ed è il chirurgo implantare a doverla individuare in fase di pianificazione.

Come si svolge l’intervento

La pianificazione di una riabilitazione fissa multi-impianto richiede una TC cone-beam per valutare con precisione la quantità e qualità ossea disponibile in ciascun sito implantare. L’intervento viene eseguito in anestesia locale (con eventuale sedazione cosciente per i pazienti più ansiosi) e, nei casi con adeguata stabilità primaria degli impianti, è possibile procedere con carico immediato: il paziente lascia lo studio con una protesi provvisoria fissa già in sede.

Domande frequenti sulla riabilitazione su sei impianti 

Sei impianti sono sempre meglio di quattro?

No. Sono due configurazioni validate dalla letteratura scientifica con risultati clinici sovrapponibili. La scelta dipende dalla quantità di osso disponibile, dal tipo di carico masticatorio previsto e dalla pianificazione specifica del chirurgo implantare, non da un principio generale di “più impianti, meglio è”.

L’intervento è più lungo o più invasivo con sei impianti?

Richiede l’inserimento di due impianti in più, quindi un tempo chirurgico leggermente maggiore, ma il livello di invasività per singolo impianto è identico. Il recupero post-operatorio è paragonabile.

Posso avere i denti fissi lo stesso giorno anche con sei impianti?

Sì, quando la stabilità primaria degli impianti lo consente. Il carico immediato è una possibilità concreta anche con questa configurazione, da valutare caso per caso in base alla qualità ossea rilevata durante l’intervento.

Quanto durano gli impianti in una riabilitazione a sei supporti?

I dati della letteratura scientifica riportano tassi di sopravvivenza superiori al 97% oltre i 5 anni. La durata reale dipende, come per ogni impianto, dall’igiene orale del paziente e dai controlli periodici di mantenimento.


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